
Il cammino inizia ai margini dei campi di riso, con i piedi ancora asciutti e la valle del fiume Mo Chhu che si apre alle spalle. Pochi passi oltre il villaggio di Ruepisa, il sentiero sale deciso attraverso terrazze coltivate e poi si insinua in una foresta di pini e rododendri, dove l'ombra è fitta anche nelle ore centrali della giornata. La destinazione è il Khamsum Yulley Namgyal Chörten, uno stupa buddista costruito su un colle che domina l'intera valle di Punakha, nel cuore del Bhutan occidentale.

Lo stupa fu completato nel 1999 e la sua costruzione fu voluta dalla Regina Madre Ashi Tshering Yangdon Wangchuck, con l'intenzione di proteggere il paese dalle influenze negative e promuovere la pace. L'edificio, alto circa 28 metri, rappresenta uno degli esempi più elaborati di architettura religiosa bhutanese contemporanea, con quattro livelli decorati da statue di divinità e dipinti murali che coprono ogni parete interna.
Il sentiero tra risaie e foresta

Il percorso dal punto di partenza vicino al fiume fino allo stupa richiede in media 45-60 minuti di cammino a passo moderato. Non si tratta di un trekking impegnativo, ma il dislivello è reale: il sentiero sale costantemente, e nelle giornate umide il fondo in terra battuta può diventare scivoloso. Le prime decine di minuti si percorrono tra i campi coltivati, dove è comune incontrare contadini al lavoro, soprattutto durante la stagione del trapianto del riso tra giugno e luglio.
Superata la zona agricola, il bosco prende il sopravvento. Il sentiero è segnalato e abbastanza evidente, ma in alcuni punti si restringe e richiede attenzione. Lungo il percorso compaiono bandiere di preghiera legate agli alberi, e si incontrano piccoli santuari votivi che indicano che il cammino ha un significato religioso per i locali, non solo turistico. L'aria si fa più fresca man mano che si sale, e il rumore del fiume si affievolisce fino a scomparire.

L'arrivo e la struttura dello stupa
Una volta in cima, la vista si apre senza preavviso: il Punakha Dzong, la fortezza monastica costruita nel 1637 alla confluenza dei fiumi Mo Chhu e Pho Chhu, appare in basso come una nave bianca e dorata ancorata tra le acque. Nelle giornate limpide, le colline himalayane che chiudono l'orizzonte a nord completano un panorama che giustifica da solo la salita.

Lo stupa in sé è visitabile all'interno: i quattro livelli sono accessibili tramite scale strette e ripide, e ogni piano ospita statue di divinità buddiste circondate da thangka e decorazioni in rilievo dorato. L'interno è buio e raccolto, con lampade a burro accese dai fedeli. I visitatori sono invitati a girare intorno all'edificio in senso orario, seguendo la tradizione buddista del kora. Sulle pareti esterne, i dettagli architettonici includono maschere protettive e motivi floreali dipinti a mano che richiedono tempo per essere apprezzati nella loro complessità.
Consigli pratici per la visita

Il punto di partenza del sentiero si raggiunge in auto da Punakha in circa 15-20 minuti, attraversando il fiume Mo Chhu su un ponte sospeso pedonale che è già di per sé una piccola attrazione. Non esiste un biglietto d'ingresso specifico per lo stupa, ma la visita al Bhutan richiede il pagamento della tariffa turistica giornaliera obbligatoria stabilita dal governo bhutanese, che include già l'accesso ai siti culturali.
L'orario migliore per la salita è la mattina presto, prima che le nuvole si formino sulle colline e oscurino la vista del Dzong. In alternativa, il tardo pomeriggio offre una luce calda sui campi di riso. Si consiglia di portare acqua a sufficienza, poiché lungo il sentiero non ci sono punti di ristoro. Scarpe con suola antiscivolo sono raccomandate, specialmente nella stagione monsonica tra giugno e settembre. La visita completa, inclusa la salita, la visita all'interno dello stupa e la discesa, richiede mediamente due ore e mezza.
Il contesto della valle di Punakha
Punakha è una delle valli più fertili del Bhutan, con un clima mite che la rende coltivabile tutto l'anno. Questo sentiero permette di osservare il paesaggio agricolo bhutanese da vicino, con una progressione naturale dalla pianura coltivata al bosco fino al punto panoramico. Non è un percorso isolato dal contesto umano: i villaggi vicini sono abitati, e capita di incrociare bambini di ritorno da scuola o anziani che salgono allo stupa per le devozioni quotidiane.
La combinazione tra camminata nella natura, architettura religiosa e panorama sulla fortezza storica rende questo percorso uno dei più completi che si possano fare nella regione di Punakha senza attrezzatura speciale. È accessibile a chi ha una condizione fisica nella norma e rappresenta un modo concreto per entrare in contatto con il paesaggio e la vita quotidiana della valle, lontano dai circuiti puramente monumentali.
