Il confine tra Montenegro e Albania non è segnato da una recinzione né da un posto di blocco visibile, ma da una cresta calcarea che si alza bruscamente sopra i 2.500 metri. Qui, nel Parco Nazionale del Prokletije, istituito nel 2009 nella municipalità di Plav, i sentieri non sono tracciati per il turista medio: sono percorsi che i pastori locali hanno battuto per secoli, spostando le greggi tra i pascoli estivi e i villaggi a valle. Camminare su questi tracciati significa seguire una logica che non è quella del trekking moderno, ma quella della sopravvivenza in un territorio che rimane, per molti mesi all'anno, tagliato fuori dal resto del mondo.
Il parco copre circa 16.630 ettari nella parte sud-orientale del Montenegro, ed è parte di un ecosistema transfrontaliero che include il Parco Nazionale di Theth in Albania e il Parco Nazionale di Valbonë. Insieme formano la cosiddetta Pace della Natura dei Balcani, una delle aree protette transfrontaliere più estese dell'Europa meridionale. Il punto di accesso principale rimane la città di Plav, con il suo lago omonimo che riflette le cime innevate anche in tarda primavera, e che funge da orientamento visivo per i sentieri che salgono verso nord-est.
Il sentiero verso il lago Hrid e le cime di confine
Uno dei percorsi più frequentati parte dalla zona di Gusinje, villaggio a pochi chilometri da Plav abitato da secoli da comunità albanofone musulmane, e risale verso il lago Hrid, un bacino glaciale che si trova a circa 1.967 metri di quota. Il sentiero guadagna dislivello in modo costante attraverso faggete dense dove la luce filtra a fatica, poi emerge su pascoli aperti dove le tracce del bestiame si sovrappongono a quelle degli escursionisti. La superficie è spesso rocciosa e umida, con tratti dove il sentiero diventa un canale naturale per l'acqua di scioglimento.
Raggiunto il lago, il paesaggio cambia radicalmente: le acque sono di un verde scuro quasi opaco, circondate da pareti calcaree che cadono verticalmente sull'acqua. Non ci sono strutture ricettive nei pressi del lago stesso, e questo contribuisce a mantenere l'atmosfera di isolamento che caratterizza l'intero parco. Da qui, i percorsi più tecnici continuano verso le creste di confine, dove la segnaletica diventa sporadica e la navigazione richiede carta topografica o GPS.
I villaggi pastorali e le katun lungo il percorso
Una delle caratteristiche più concrete e osservabili del Prokletije è la presenza delle katun, le abitazioni stagionali dei pastori montenegrini e albanesi. Si tratta di strutture in pietra a secco, spesso con il tetto in lamiera o in lastre di pietra, disposte in piccoli nuclei sui pianori d'alta quota. Alcune sono ancora utilizzate durante i mesi estivi, da giugno a settembre, e capita di incontrare anziani che offrono latte o formaggio fresco ai passanti. Non è una performance turistica: è semplicemente la continuazione di una pratica economica che non ha trovato alternative.
Il villaggio di Vusanje, raggiungibile a piedi da Gusinje in circa un'ora e mezza, rappresenta uno degli insediamenti permanenti più vicini al cuore del parco. Le case sono costruite in pietra locale con orti recintati da muretti a secco, e la moschea del villaggio è uno dei punti di riferimento visivi del percorso. Da Vusanje partono diversi sentieri verso l'interno del parco, incluso quello che porta al canyon del fiume Ropojana, dove le pareti calcaree si stringono fino a pochi metri di larghezza.
Quando andare e come organizzarsi
La finestra ideale per percorrere i sentieri principali del Prokletije va da fine giugno a metà settembre. Prima di questo periodo, molti passaggi in quota sono ancora coperti da neve, e alcuni tratti diventano pericolosi senza attrezzatura alpinistica. In agosto il parco vede il maggior numero di visitatori, ma i numeri rimangono comunque contenuti rispetto ad aree protette più accessibili.
Non esiste un biglietto d'ingresso standardizzato per l'accesso ai sentieri al momento della stesura di questo articolo, ma la situazione normativa è in evoluzione. Plav è raggiungibile in autobus da Podgorica in circa tre ore, oppure in auto percorrendo la strada che costeggia il lago di Plav. È fortemente consigliato portare con sé acqua a sufficienza per l'intera giornata, poiché i punti di rifornimento lungo i sentieri sono rari e non sempre affidabili. Una cartografia dettagliata, come quella prodotta dalla Planinarski Savez Crne Gore (la federazione alpinistica montenegrina), è preferibile a qualsiasi applicazione digitale in zone dove la copertura di rete è assente.
La roccia sotto i piedi: il paesaggio carsico
Camminare nel Prokletije significa camminare su calcare. Questa roccia, che domina la geologia dell'intero arco delle Alpi Dinariche, crea un paesaggio dove l'acqua scompare in fessure e riappare chilometri più a valle, dove il terreno alterna superfici lisce e affilate, e dove le doline — depressioni circolari tipiche del carso — si aprono improvvisamente nei prati. Alcune di queste doline raccolgono acqua stagionalmente, formando piccoli stagni temporanei che attirano fauna selvatica. Il camminatore attento può osservare le striature lasciate dai ghiacciai sulle pareti rocciose, testimonianza diretta di un'era glaciale che ha modellato ogni valle e ogni cresta di questo angolo di Balcani.